Durata batterie fotovoltaico

Condividi questo articolo

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Oltre agli imprenditori, sono sempre più i privati che decidono di installare impianti fotovoltaici, poiché si tratta di un investimento ammortizzabile in poco tempo. Inoltre, chi se ne approvvigiona migliora l’efficienza energetica, aumenta il valore del proprio immobile e contribuisce alla salvaguardia ambientale. 

Di pari passo, negli ultimi anni hanno iniziato a diffondersi le batterie per fotovoltaico, integrate o separate, ed è spesso complicato riconoscere il modello più adatto da installare sul proprio impianto. La durata, i cicli di carica/scarica e il dimensionamento sono solo alcuni dei fattori da prendere in considerazione prima di procedere con la scelta.

Come scegliere le batterie più adatte al mio fotovoltaico

Parlare semplicemente di durata delle batterie per il proprio impianto fotovoltaico può essere persino riduttivo; infatti la loro idoneità all’utilizzo si riconosce facendo riferimento a cinque parametri:

  1. Efficienza: misurata dall’energia fornita rapportata all’energia immagazzinata;
  2. Longevità: espressa dai cicli di carica divisa per i cicli di scarica;
  3. Resistenza alle intemperie: per consentire, ad esempio, l’uso in località montuose;
  4. Manutenzione: dato che spesso le utenze si trovano in località isolate;
  5. Autoscarica: capita che gli impianti restino fuori servizio per mesi.

Inoltre, le batterie si classificano in cicli superficiali (scarica fra il 10 e il 15% della capacità totale) e profondi (anche all’80%). Nel caso dei pannelli fotovoltaici vanno preferite le batterie deep cycle, concepite per immagazzinare l’energia. Il luogo dovrà avere dimensioni consone, essere ben aerato ma comunque protetto, e coibentato, affinché conservi una temperatura non troppo rigida.

Cicli di carica e scarica

Piombo, piombo-gel, litio, elettrolitiche: le batterie fotovoltaico presenti sul mercato sono realizzate con diverse tecnologie. 

Esse tendono a differenziarsi per potenza, prestazioni e garanzia, calcolata in anni o cicli di carica/scarica. 

Proprio i cicli di carica e scarica indicano l’usura del pacco batteria, dove un ciclo intero comprende sia la completa carica sia la completa scarica. 

A seconda della tecnologia costruttiva, andrà consumata almeno una percentuale minima di energia, per non compromettere anzitempo la vita media della batteria stessa, e ridurre conseguentemente la durata attesa per ogni ciclo di carica/scarica.

Dimensionamento batterie impianto ad isola

L’impianto fotovoltaico “Stand Alone”, conosciuto anche come impianto ad isola o off grid, è completamente autonomo dalla rete elettrica, non avendo collegamenti con essa. Per sfruttarlo, serve dotarsi di:

  • Pannelli fotovoltaici
  • Regolatore di carica
  • Batterie ad accumulo
  • Inverter

In relazione a come e dove posizionare i pannelli fotovoltaici, sarà possibile dimensionare correttamente il piccolo congegno di accumulo elettrico. 

È importante, per fare una corretta valutazione in tal senso, che la batteria (o combinazione di batterie) mantenga circa 3 o 4 giorni di riserva, in modo da far fronte a giornate piovose o nuvolose.

È facile intuire, quindi, come in un impianto di questo genere la durata delle batterie sia una variabile indispensabile, da tenere in grande considerazione in fase decisionale.

Talvolta il concetto di impianto ad isola può essere associato a quello di impianto fotovoltaico rurale, ciò può accadere a patto che si verifichino determinate condizioni (vedi circolare 36/E del 19 dicembre 2013 dell’agenzia delle Entrate), ed è molto vantaggioso perché questa tipologia di impianto è esente da IMU. 

Chi dovesse rientrare in questa fattispecie, comunque, molto spesso è distante dalla rete elettrica, o comunque ha necessità di potenza decisamente superiori rispetto ad un impianto domestico “tradizionale”; ciò vuol dire, per forza di cose, scegliere con estrema cura le batterie da installare, per non rischiare in alcun caso di non avere energia elettrica disponibile.

Come scegliere il regolatore di carica fotovoltaico

Spetta al regolatore di carica fotovoltaico il compito di razionalizzare la quantità di corrente trasmessa, aprendo il circuito verso la batteria non appena questa risulta carica. È fondamentale che esso supporti corrente leggermente superiore, mentre riguardo al voltaggio dovrebbe essere in grado di riconoscere in autonomia i volt necessari (generalmente 12V o 24V) e adattarsi di conseguenza. 

In commercio esistono due tipologie: PWM (Pulse-Width Modulation) e MPTT (Maximum Power Point Tracker).

I regolatori MPTT usufruiscono in pieno della potenza sviluppata, superiore ai meno costosi PWM, che inviano alla batteria la corrente generata dal pannello. 

Se quest’ultima supera leggermente quella della batteria (tipico caso di un pannello 12V a 30 celle e batteria 12V), conviene optare per il regolatore PWM, avendo esso un rendimento giornaliero sostanzialmente analogo.

A prescindere dalle indicazioni prettamente tecniche esplicitate finora, è del tutto evidente che anche il regolatore di carica può incidere, sia in maniera positiva che negativa, sulla durata delle batterie di un impianto fotovoltaico. 

Una scelta errata in tal senso potrebbe avere ripercussioni molto negative nel lungo periodo.

Le 5 migliori marche di accumulatori per fotovoltaico

Oggi il mercato è pieno di batterie fotovoltaico. 

Premesso che i marchi di settore vantano solitamente buone competenze, alcuni di essi spiccano per qualità, innovazione ed efficienza. 

Con riferimento alla durata delle batterie, bisogna precisare che non sempre l’equazione “brand noto e famoso = maggiore efficienza”, ma di sicuro gli esempi che verranno di seguito elencati sono sinonimo di affidabilità, oltre che esperienza costruttiva. Ciò, naturalmente, va ad incidere anche sulla qualità delle batterie prodotte.
Vediamo quindi nello specifico quali sono le 5 migliori marche di accumulatori per fotovoltaico:

Bosch

Ogni presentazione appare superflua se l’azienda in questione si chiama Bosch. 

La controllata VoltWek realizza Bosch Hybrid, un sistema di elettronica intelligente, cioè in grado di razionalizzare la ricarica e il consumo

Mentre in alto nel cielo svetta il sole, l’energia elargita passa direttamente attraverso i pannelli fotovoltaici. L’eventuale surplus energetico finisce immagazzinato nelle capienti batterie al litio, per poi, durante le ore notturne, affluire in automatico alla rete. Grazie alla moderna strumentazione l’accumulatore Bosch rileva la carica e, se quest’ultima dovesse risultare bassa, essa va ad alimentare l’impianto nelle ore in cui costa meno, con l’energia prelevata in rete.

Panasonic

Altrettanto nota, Panasonic sostiene che l’accumulatore da 1,35 kWh distribuisce energia ad una famiglia media per 2 ore circa. 

Usualmente dovrebbe quindi essere sufficiente un solo pacco batterie, tuttavia chi desidera può installarne altri in parallelo. 

In remoto gli utenti hanno modo di monitorare lo stato delle batterie, via pc o smartphone, e un meccanismo avanzato gestisce carica e scarica con intelligenza. Le batterie Panasonic sono garantite per durare almeno 5.000 cicli, ovvero almeno 5.000 giorni. 

Al cliente che esterna maggiori pretese si rivolge l’associata Kyocera Solar, con batterie da 7.2 kWh, abbinate a un impianto fotovoltaico da circa 4 kW.

SMA

Multinazionale tedesca con filiali operative anche in Italia, SMA lancia le prime soluzioni di inverter con accumulo integrato: Sunny Boy Smart Energy, molto compatto e facile da installare, che combina un inverter FV e una batteria al litio standard; Sunny Island, appositamente progettato per impianti ad isola “Stand Alone”. 

In aggiunta, Sunny Home Manager controlla ciascun flusso di energia domestico, identifica automaticamente i potenziali di risparmio e agevola un uso efficiente dell’energia solare.

Solarwatt

Solarwatt commercializza MyReserve Matrix, batteria di accumulo che capitalizza l’energia elettrica gratuita prodotta dal sistema fotovoltaico anche quando il sole non splende. Se di sera è previsto un forte consumo, sarà sufficiente accedere alla “scorta”. 

Non impiega energia per raffreddare la batteria e riesce quindi a rispondere istantaneamente al fabbisogno. 

I relè apportano sicurezza e non si influenzano reciprocamente se si verificano eventuali guasti.

Tesla

Oltre alle vetture elettriche, la Tesla si occupa di batterie per il fotovoltaico. 

Migliaia di persone fanno affidamento su Powerwall, performante e competitiva in termini di qualità/prezzo. 

Completamente sicura, resiste agli agenti atmosferici e in caso di black-out o momentanei blocchi, può essere gestita in maniera efficiente da pc, tablet o smartphone.

In definitiva possiamo affermare che la scelta di batterie efficienti e durature è sicuramente molto vasta e diversificata, quindi è realmente possibile trovare la soluzione perfettamente congeniale al proprio fabbisogno quotidiano

Allo stesso tempo, però, l’enorme quantità di variabili tecniche e costruttive impongono di affidarsi all’ausilio di un esperto nel caso in cui non si abbiano sufficienti competenze per compiere una scelta consapevole.  

Se chiedi informazioni agli esperti di Powerlog, troverai tutte le risposte che cerchi!

Lascia un Commento

SCOPRI I VANTAGGI DELL'ENERGIA SOLARE

INSTALLA IL TUO IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Contattaci per richiedere il calcolo esatto per le tue esigenze energetiche

Richiedi un
intervento di manutenzione

Compila il form per cortesia

Quanto conviene il solare?

Scoprilo con il nostro test.

Rispondi a sole 5 domande e ricevi il risultato via email.